IL PAESE DI ACQUAPENDENTE


- Per INFORMAZIONI: tel +39 338 7271044
- Comune di Acquapendente: www.comuneacquapendente.it tel: +39 0763 73091
- Riserva Naturale di monte Rufeno: +39 0763 733642
- Museo del Fiore: www.museodelfiore.it - Museo Civico Diocesano
- Associazione PROLOCO: www.prolocoacquapendente.it
Pro Loco Acquapendente - Via Rugarella n. 10 - 01021 - Acquapendente - Viterbo Tel/fax: 0763 734334 - Cell. 339 7677510

I negozi ad Acquapendente sono aperti tutti i giorni tranne il giovedì pomeriggio e la domenica per l'intera giornata.

LA STORIA:

a città di Acquapendente (420 metri s.l.m.) si trova nel centro di quell'ansa di territorio laziale che si incunea tra Toscana e Umbria. Dopo il Mille, in seguito allo sviluppo della Via Francigena, Acquapendente divenne un'importante tappa per i Pellegrini provenienti dal Nord che si recavano a Roma. Nel 1166 si ribellò al dominio di Federico I Barbarossa: la ribellione, secondo la tradizione fu propiziata dalla miracolosa fioritura di un ciliegio secco. A memoria di quell'episodio, che sancì la ritrovata libertà ed il privilegio di divenire libero Comune, si tiene ogni anno la festa della Madonna del Fiore. Gli acquesiani, che hanno sempre vissuto lungo una delle più grandi vie di comunicazioni d'Italia dimostrano uno spirito vivace in special modo nelle loro tradizioni: le più importanti sono il Carnevale e la Festa della Madonna del Fiore.

I MONUMENTI DI ACQUAPENDENTE:

LA CRIPTA DI ACQUAPENDENTE
ostituisce uno degli esempi più caratteristici ed importanti di cripte romaniche in Italia. Al centro della Cripta si trova il sacello a forma di piramide rettangolare, riproducente il S. Sepolcro di Gerusalemme, con la presenza nel tabernacolo interno di pietre incastonate che sarebbe state bagnate dal sangue di Cristo durante la Passione, come attesta una iscrizione latina, posta nel muro davanti all'apertura del Sacello.
La Torre Julia de' Jacopo
già P.ta S. Sepolcro, fu così chiamata in onore della fanciulla aquesiana, che il 18 gennaio1550, con la sua prontezza, riuscì a bloccare l'ingresso ai soldati nemici. Oggi, la Torre, che sembra ancora posta a guardia del paese, ospita al piano terra il centro visite della Riserva Naturale Monte Rufeno, un punto informativo e un punto vendita di prodotti tipici e dell'artigianato locale.
Oggi, la Torre, che sembra ancora posta a guardia del paese, ospita al piano terra il centro visite della Riserva Naturale Monte Rufeno, un punto informativo e un punto vendita di prodotti tipici e dell'artigianato locale.
TORRE del Barbarossa.
Vuole la tradizione che sia l'ultima vestigia dell'antico castello di Federico I Barbarossa in cui risiedeva il suo governatore Guelfo VI, scaricato dalla popolazione in seguito alla ribellione del 1166.
I MUSEI di Acquapendente:
Il museo della Città (civico e diocesano) presso il Palazzo Vescovile Via Roma n. 85. Il museo della città di Acquapendente si colloca lungo il percorso della Via Francigena ed ha la sua sede nel Palazzo Vescovile che fu costruito sotto il Papa Innocenzo X.

FESTE AQUESIANE:

- Festa di Sant'Antonio Abate: 17 Gennaio;
- Festa di San Giuseppe: 19 Marzo;
- Festa di Mezzo Maggio: 15 Maggio;
- Festa dei Pugnaloni: terza domenica di Maggio;
- San Bernardino: 20 Maggio a Torre Alfina;
- Sant'Antonio di Padova: 13 Giugno;
- San Lorenzo: 10 Agosto a Trevinano;
- Viaggio nella Civiltà contadina: terza settimana di Agosto;
- Festa della Birra: Agosto;
- Sant'Ermete: 28 Agosto;
- Fiera di Sant'Ermete: 30 Agosto;
- Scarpinata a Monte Rufeno: Settembre
- Giorno di Mercato: il venerdì mattina (dalle 8:00 alle 13:00)

IL CORTEO STORICO E GLI SBANDIERATORI:
l gruppo degli sbandieratori è riuscito, in questi anni, a rappresentare un punto di riferimento importante nella nostra città per chi crede nella conservazione e nella rievocazione della memoria storica stia anche una parte del nostro futuro. Questi giovani con passione e dedizione sono diventati anche ambasciatori della nostra piccola città e delle sue tradizioni.

I "Pugnaloni" di Acquapendente
Periodo: la terza domenica di Maggio
I pugnaloni sono grandi pannelli (2,60mt x 3,60mt) apparentemente simili a pitture ma eseguiti interamente con una originale tecnica costruttiva: un mosaico di petali di fiori, foglie verdi e secche, aghi di pino, infiorescenze di noce ed altri materiali di origine vegetale. Questi grandi pannelli floreali esposti ogni anno, nella terza Domenica di Maggio, in alcune zone del centro storico vanno a valorizzare i contenuti architettonici della Città, proprio lungo l'antico tracciato della Via Francigena. Secondo la Tradizione i "Pugnaloni" sono nati come omaggio alla Madonna del Fiore che nel lontano 1166, apparendo miracolosamente a due contadini, diede al popolo aquesiano il coraggio di ribellarsi al tirannico governatore del Barbarossa. La comunità aquesiana allora istituì la grande festa di Mezzo Maggio.

I "Pugnaloni" di Acquapendente
Periodo: la terza domenica di Maggio
I pugnaloni sono grandi pannelli (2,60mt x 3,60mt) apparentemente simili a pitture ma eseguiti interamente con una originale tecnica costruttiva: un mosaico di petali di fiori, foglie verdi e secche, aghi di pino, infiorescenze di noce ed altri materiali di origine vegetale. Questi grandi pannelli floreali esposti ogni anno, nella terza Domenica di Maggio, in alcune zone del centro storico vanno a valorizzare i contenuti architettonici della Città, proprio lungo l'antico tracciato della Via Francigena. Secondo la Tradizione i "Pugnaloni" sono nati come omaggio alla Madonna del Fiore che nel lontano 1166, apparendo miracolosamente a due contadini, diede al popolo aquesiano il coraggio di ribellarsi al tirannico governatore del Barbarossa. La comunità aquesiana allora istituì la grande festa di Mezzo Maggio.

La festa di S.Antonio Abate
si celebra il 17 gennaio di ogni anno ed è organizzata dal "Signore" designato dal suo predecessore e scelto tra le famiglie aquesiane proprietarie di terreni e bestiami. Il Signore di S.Antonio il giorno della Festa, percorre le vie del paese nella sua carrozza e si reca alla Messa. La rituale passeggiata della carrozza è seguita da molti cavalieri sui loro cavalli infiocchettati ed altri animali, che verranno benedetti alla fine della Messa. Un tempo era la festa degli animali più umili, come il somaro, il mulo o il maiale che ogni famiglia allevava per essere aiutata nel lavoro dei campi o per approntare la tavola nel periodo invernale. Con questa festa ha inizio il Carnevale e se ne ha notizie sin dal 500, ma probabilmente nella nostra cittadina, come in altre, le sue origini sono precedenti.

ARTIGIANATO:

LA CERAMICA AQUESIANA
La tradizione ceramica di Acquapendente ha origini antichissime dalle prime produzioni, in verde ramina e bruno manganese, dell'alto medioevo fino alle variopinte produzioni delle botteghe attuali innumerevoli generazioni di artigiani hanno perfezionato quest'arte antica quanto il mondo.

IL TERRITORIO: L' ALTA TUSCIA

L’Alta Tuscia rappresenta il lembo di territorio più settentrionale della Regione Lazio che si incunea tra Umbria e Toscana.

ITINERARI TURISTICI
Gli itinerari da proporre sono tanti. Si possono percorrere Itinerari Storici seguendo le orme delle primi presidi umani, degli Etruschi, dei Romani, delle vicende del periodo medievale e rinascimentale, di cui rimangono significative testimonianze.
Vi sono Itinerari Storico-Religiosi, come quello della Via Francigena. Vi possono essere Itinerari Naturalistici, nella Riserva Naturale di Monte Rufeno o lungo il Lago di Bolsena.
Si possono ripercorrere i luoghi battuti dai Briganti o quelli dagli Asceti che si ritiravano nei romitori lungo il Fiume Fiora. E poi per non perdersi di gustare le specialità gastronomiche del territorio ci sono Itinerari Eno-Gastronomici. Chi ama le feste, le rievocazioni storiche in costume e le sagre, qui trova di che fare per tutto l’anno, perché numerosissime e scenografiche sono queste manifestazioni tipiche di ogni Comune.

LA VIA FRANCIGENA: In età medievale, in un contesto di diffuso misticismo e di fermenti religiosi, era consuetudine, per i credenti, recarsi in pellegrinaggio verso le mète della Fede.
All'epoca queste erano rappresentate dal santuario galiziano di San Giacomo di Compostella, da Roma, sede del vicario di Pietro e da Gerusalemme, la città "Santa" per antonomasia.
Pellegrini e romei, personaggi di diversa estrazione e condizione sociale si mettevano dunque in viaggio, chi a piedi e chi in sella a un destriero, per raggiungere la mèta, al fine di ottenere la purificazione dell'anima e l'espiazione dei peccati. I Paesi del Vecchio Continente erano attraversati da una rete di sentieri e di percorsi a lungo raggio, che consentivano il transito ed il flusso dei pellegrini.
Uno degli itinerari europei di maggior notorietà e frequentazione era la Via Francigena, detta anche "Francesca" o "Romea". Essa aveva inizio nell'Inghilterra sud-orientale, a Canterbury, e terminava a Roma. Il percorso, non certo agevole per i pellegrini, ma anche per i mercanti e per quanti, ecclesiastici e militari, vi si cimentassero, richiedeva non meno di 75/80 giorni di cammino o di cavalcata a dorso di mulo.
Lungo il percorso e le maggiori varianti, sorgevano di frequente ospizi e ricoveri per viandanti e pellegrini. In Toscana la Via Francigena entrava dal Passo della Cisa, valicando l'Appennino e scendendo a Pontremoli in Lunigiana. L'itinerario proseguiva per Filattiera, scendendo poi in direzione di Villafranca in Lunigiana, toccando quindi Fornoli ed Aulla. Giunti poi nell'odierno territorio ligure, si passava per Santo Stefano Magra, dove era la confluenza con la Via Aemilia Scauri, giungendo infine a Sarzana. Qui delle deviazioni conducevano a Fosdinovo e a Luni. Passando per Avenza e per Carrara, si toccava Massa, proseguendo per Pietrasanta. All'altezza di Capezzano il percorso, abbandonata l'Aurelia, saliva a Camaiore e Montemagno, per scendere a San Martino in Freddana, Monte San Quirico e fare infine ingresso in Lucca. Da questa città si proseguiva per Porcari e Altopascio, dirigendosi poi verso Fucecchio attraverso Galleno. Si raggiungeva quindi l'Arno, che veniva superato presso San Pierino. Seguendo l'odierna Toscoromagnola, si saliva poi a San Miniato. Da qui si proseguiva lungo l'odierna via della Valdelsa, toccando Castelfiorentino e Certaldo, per giungere a Poggibonsi. Da qui, una delle direttrici più battute per Siena toccava Staggia e Monteriggioni. Da San Miniato una variante conduceva a Gambassi Terme e a San Gimignano, passando per Strada. Da San Gimignano si toccavano poi Colle di Val d'Elsa, Pieve d'Elsa, Strove, Badia a Isola e Monteriggioni, entrando infine in Siena. Sotto questa città il percorso della Via Francigena ricalcava a grandi linee il tracciato dell'odierna Via Cassia. Si passava per Cuna, Lucignano, Ponte d'Arbia, superando quindi l'Ombrone e toccando Buonconvento. Ormai in vista di Montalcino, nei cui paraggi sorge ancora la storica Abbazia di Sant'Antimo, si attraversavano le Crete, per Torrenieri e San Quirico d'Orcia. All'altezza di Bagno Vignoni si superava l'Orcia, toccando Spedaletto. L'itinerario divergeva in seguito dalla Via Cassia, passando per le Briccole e Ricorsi. Dopo avere toccato il borgo fortificato di Radicofani, la Via Francigena si dirigeva in direzione del fondovalle del Paglia. All'altezza di Centeno essa lasciava il territorio dell'odierna Toscana, volgendo in direzione di Acquapendente, ormai nel Lazio.

IL SENTIERO DEI BRIGANTI: E’ uno degli itinerari più belli della Tuscia e si snoda su questo territorio per ben 100 km partendo dalla Riserva Naturale di Monte Rufeno fino a giungere al mare con Montalto di Castro e passando per Vulci.
Il triste fenomeno del brigantaggio, che condizionò la vita nell’Alta Tuscia lungo l’intero arco del XIX secolo, è stato scelto come filo conduttore di un itinerario storico, tracciato tra Monte Rufeno (presso Acquapendente) e Vulci (dalla parte di Canino), attraverso i luoghi che furono testimoni della vita, dei delitti e della fine di molti briganti. Un itinerario percorribile a piedi, in mountain byke oppure a cavallo.

SPECIALITA’ GASTRONOMICHE DELL'ALTA TUSCIA
In tutta l’area dell’Alta Tuscia ci sono trattorie e ristoranti che offrono i piatti della cucina locale caratterizzati dalla genuinità dei prodotti. Inoltre ogni anno vengono organizzate rassegne gastronomiche ed iniziative particolari, in queste occasioni si possono gustare tutti i piatti più tipici della cucina locale e le ricette della tradizione. La cucina dell’Alta Tuscia è una cucina semplice e genuina, costituita prevalentemente dalle materie prime disponibili in un territorio ad economia tradizionalmente agricola. Questa cucina deriva da quella etrusca:
- La produzione dell’olio e della vite, che circondava tutto il Lago di Bolsena produceva e produce un olio ed un vino buonissimi, i più rinomati sono l’Olio di Canino e l’Aleatico di Gradoli.
- I boschi offrivano selvaggina che trova ancora oggi un posto di riguardo nella cucina locale: cinghiale e lepre.
- I laghi ed i corsi d’acqua erano ricchissimi di pesce (anguille, lattarini, coregoni, lucci e tinche) e lo sono ancora oggi.
- Estesi sono anche i pascoli di ovini e bovini.

I PRODOTTI TIPICI ED ESCLUSIVI
Questi prodotti sono:
- la Patata dell’Alto Viterbese;
- la Lenticchia di Onano;
- l’Aglio rosso di Proceno;
- il Fagiolo del Purgatorio di Gradoli;
- il Cece di Valentano;
- il Farro del Pungolo di Acquapendente;
- l’Asparago verde di Canino;
- il Miele di Monte Rufeno;
- il Pomodoro Scatolone di Bolsena;
- il Coregone del Lago di Bolsena;
- gli Oli di Oliva ed i Vini dell’Alta Tuscia

LE SAGRE nell’Alta Tuscia:
- Festa contadina ad Acquapendente
: dopo il 15 Agosto;
- Sagra delle pappardelle al Cinghiale di Torre Alfina: seconda settimana di Agosto;
- Sagra dell’Aleatico di Gradoli: fine di Luglio – inizio di Agosto;
- Sagra della Patata di Grotte di Castro: seconda settimana di Agosto;
- Sagra del marrone di Latera: terza settimana di Ottobre;
- Sagra della Lenticchia di Onano: seconda settimana di Agosto;
- Sagra dell’aglio rosso di Proceno: seconda settimana di Agosto;
- Sagra degli gnocchi di San Lorenzo Nuovo: seconda settimana di Agosto
- Sagra del Buione di Valentano: terza settima di Agosto